La pianta del tè, all’origine del tè nero
Non è facile risalire all’origine del tè e conoscere il nome della persona che per prima ha provato a mettere in infusione le foglie di tè essiccate. Quindi, se si vuole risalire il più indietro possibile alle origini del tè nero, bisogna scoprire di più sulla pianta del tè, questo arbusto della famiglia delle Teacee, originario dell’Estremo Oriente. Prima che la sua coltivazione fosse organizzata, in campi come oggi, la pianta del tè è esistita allo stato selvatico (in particolare in Cina). Poi, l’uomo, che già migliaia di anni fa raccoglieva e metteva in infusione le piante, si è reso conto dei benefici della pianta del tè e ha deciso di coltivarla. Che si tratti di tè bianco, tè verde o tè nero, all’origine c’è la stessa pianta (Camellia sinensis). Il colore del tè dipende poi dal modo in cui le foglie vengono trattate dopo il raccolto.
Quando è stato inventato il tè nero?
È un mistero, la data esatta non è nota. Ma esistono degli indizi. Nel 2021 sono stati identificati resti di tè in Cina, in una tomba risalente a circa il 400 a.C. Inoltre, un testo cinese risalente al 59 a.C. è il primo a menzionare l’uso del tè nella vita quotidiana dell’epoca. Un altro testo, più recente ma comunque antichissimo (+350), precisa che furono i montanari del sud-ovest della Cina a insegnare ai cinesi del Nord l’uso alimentare delle foglie di tè selvatico. Bisognerà attendere le grandi scoperte (geografiche) e l’apertura delle rotte commerciali perché il tè nero arrivi in Europa nel XVI secolo.
Qual è il colore iniziale delle foglie di tè nero?
È il livello di ossidazione a determinare il “colore” del tè. Se per tutte le tipologie di tè le foglie vengono raccolte nello stesso momento e messe ad asciugare, è successivamente che il metodo differisce. Il tè nero rimarrà all’aria aperta più a lungo, per subire un’ossidazione naturale. Come accade per altri vegetali raccolti, l’esposizione all’ossigeno comporterà un annerimento dei tessuti. Al contrario, il tè verde è un tè la cui ossidazione viene interrotta dopo la raccolta. E questo influisce sulle foglie di tè e sul colore dell’infuso. Un tè verde darà un infuso da giallo pallido ad aranciato, mentre il tè nero darà un tè dal colore più scuro, spaziando dall’ambra, al rosso, fino ai toni marroni scuri.
In quali paesi si producono le foglie di tè nero?
Se la Cina è la culla del tè, molti altri paesi asiatici, che godono anch'essi di un clima tropicale favorevole alla coltivazione del tè, hanno iniziato a produrne: Giappone, India, Sri Lanka, Corea del Sud, Indonesia, Vietnam… Quanto basta per bere locale quando si viaggia in questi paesi! Va notato che in Giappone la produzione si concentra principalmente sul tè verde e che il tè nero vi è molto raro. Tra i tè neri più rinomati, consigliamo in particolare di provare il tè nero dello Yunnan (Cina), il tè nero di Ceylon (Sri Lanka), il tè nero Darjeeling (India) e il tè nero Earl Grey al bergamotto.
Quali sono i benefici per la salute delle foglie di tè nero?
I benefici delle foglie di tè nero sono molteplici: a cominciare dal loro effetto energizzante ma non eccitante grazie alla presenza di teina. Il tè nero sarebbe inoltre noto per gli effetti benefici sulla digestione, sulla regolazione della glicemia e del colesterolo. La sua ricchezza di antiossidanti lo renderebbe un ottimo alleato per combattere i radicali liberi, lo sviluppo di alcune malattie e l’invecchiamento precoce delle cellule.
E per bere un tè nero di qualità e beneficiare al meglio di tutti i suoi benefici, si sceglie un tè biologico. Infatti, la denominazione bio garantisce foglie di qualità senza pesticidi, curate e coltivate nel rispetto dell’ambiente.
Bere una tazza di tè nero significa quindi scegliere una bevanda ancestrale, risalente a diverse migliaia di anni fa. Prodotte in diverse regioni del mondo, le foglie di tè nero vengono poi trasportate in Europa per essere consumate. Per la gioia degli europei! Per un tè gustoso e di qualità, si sceglie il bio, se possibile sfuso.